La Generazione di fenomeni 2.0, come scrivono in un cartellone del Forum di Firenze, è servita. Perché se vinci cinque partite su cinque nella prima fase dei Mondiali, non può essere solo il sorteggio fortunato e il boato del pubblico di casa. Zaytsev si traveste da Zorzi, Juantorena da Bernardi e Giannelli da Tofoli. L’Italia vince 3-1 (23-25, 25-19, 25-13, 25-18) contro la Slovenia e chiude a punteggio pieno il primo girone. «Essere sicuri del primo posto non cambiava di una virgola quello che dovevamo fare oggi. Era vincere tutte le partite il nostro obiettivo», commenta felice Gianlorenzo Blengini. Missione compiuta.

Era una specie di ovo sodo che non andava né su né giù, quella sconfitta in semifinale dell’Europeo del 2015. Sulla panchina c’era il nostro Andrea Giani (oggi il serbo Kovac) ma i giocatori della Slovenia erano più o meno gli stessi. E la vendetta è completa. Ora l’Italia si sposterà a Milano dove, da venerdì a domenica, se la vedrà con Russia, Olanda e Finlandia. Ma un piede a Torino, dopo questa vittoria, gli azzurri ce l’hanno già.

Il primo punto è un ace di Cebulj, segno che da scherzare in questa partita non ce n’è. L’Italia per tre volte allunga di due punti (di pregio è un’alzata dietro di Juantorena per Zaytsev che poi la mette a terra) e per tre volte la Slovenia pareggia. Poi è Gasparini – che con Zaytsev si contende il titolo di uomo ace del Mondiale – a mettere distanza tra i suoi e gli azzurri (20-22) e l’Italia non reagisce. Nonostante funzioni meglio a muro (Mazzone), è fallosa e imprecisa in ricezione e la Slovenia vince 25-23.

Non partono bene i ragazzi di Blengini neppure nel secondo (1-4), il c.t. chiama un time out e ricorda loro che la Slovenia sta giocando bene perché senza pressione. Come a dire: vi fa onore non considerare minimamente il primato della pool, ma la paura di vincere vi sta facendo perdere. Fine dei sottotitoli. E anche del dominio della Slovenia, che piano piano si scioglie sotto i colpi di Osmany Juantorena, Ivan Zaytsev e i muri di Simone Anzani (saranno 6 alla fine). Da metà del parziale entra Maruotti per Lanza, decisamente non in giornata. E quando Juantorena chiude il 21-18 e va al servizio, gli sloveni smettono di giocare. L’Italia vince 25-19 e pareggia i conti 1-1.

Maruotti convince Blengini e resta in campo anche nel terzo. Zaytsev doppia il punteggio già sul 14-7, l’ace di Mazzone fa il 21-12, Anzani continua a murare (23-12) e attaccare (25-13). L’Italia è perfetta e rimonta 2-1. Nel quarto soffre giusto all’inizio, ma la vittoria non è mai in discussione.

via [Corriere della Sera]