Come da pronostico l’Italia batte la Repubblica Dominicana 3-0 (25-12, 25-18, 25-15) e vince la quarta partita consecutiva dei campionati del Mondo. Già qualificati per il prossimo girone, che si sposterà a Milano dal 21 al 23 settembre, gli azzurri scendono in campo per una sfida che è poco più di un allenamento. Ma il c.t. Chicco Blengini non cambia formazione contro un avversario che gioca interamente nel proprio paese. Vuole continuare a creare intesa tra i suoi e i 7500 tifosi del Mandela Forum di Firenze ringraziano per lo spettacolo.

Lunedì giornata di riposo e di allenamenti. Martedì, sempre alle 21:15 in diretta su Rai 2, l’ultima sfida del girone contro la Slovenia. La formazione più temibile con cui ci si giocherà il primato nella pool. L’Italia scende in campo con la squadra titolare. E la sfida si apre sotto il segno degli ace: Zaytsev firma l’8-4 e tre battute punto consecutive di Osmany Juantorena mettono una distanza incolmabile tra i dominicani e gli azzurri: 18-8. Gabriele Maruotti entra al posto di Juantorena in seconda linea, Lanza macina punti (23-10) e a chiudere ci pensa Mazzone. Blengini rimette in campo l’Hombre nel secondo set e lui chiude l’11-9 con una schiacciata di tecnica e potenza sopraffina. Ma l’Italia si adagia. Un attacco dalla seconda linea di Lopez, appena 185 centimetri ma decisamente il miglior giocatore della Repubblica Dominicana, porta avanti i suoi 15-17. Una fiammata.

Poi c’è solo l’Italia, tre attacchi consecutivi di Juantorena e uno di Zaytsev riportano avanti gli azzurri (19-17). Alla fine un parziale di dieci a uno rimette gli equilibri al loro posto: 25-18. Stessa musica anche nel terzo set. Tanto che da metà, Maruotti prima (per Lanza) e Randazzo poi (per Juantorena) cambiano volto alla diagonale di schiacciatori-ricevitori. Ma il risultato non cambia di una virgola. E’ proprio Luigi Randazzo a chiudere il 25-15 per gli azzurri.«Queste partite bisogna vincerle punto e basta – commenta il libero Max Colaci -. Chi incontreremo a Milano? Per ora pensiamo solo alla Slovenia. I calcoli non è certo il momento di farli».

via [Corriere della Sera]